Cittadine e Cittadini, Partigiane e Partigiani, AutoritĂ , Egregio Sindaco:
davanti a quel che resta del monumento che l’amministrazione veneziana ha voluto per rappresentare le donne partigiane combattenti, distrutto nel 1961 da una bomba fascista, e poco lontano dalla Partigiana Morente di Augusto Murer, recentemente restaurata, il mio pensiero va ai giovani di oggi.
L’altro giorno li osservavo in battello, andando a Murano. Osservavo gli sguardi di alcuni adulti infastiditi per la loro esuberanza eccessiva che rasentava la maleducazione. E pensavo che comunque non sono potenzialmente inferiori agli eroici RAGAZZI DELLA RESISTENZA che Primo De Lazzari ha accuratamente descritto in questo libro (Teti Editore, Milano, 2008). La differenza è che si trovano in una società che li assopisce, salvo lamentarsi poi per come si comportano, quasi dipendesse da loro, e non dagli adulti che li hanno cresciuti ed accompagnati nei primi passi… Questo mondo degli adulti che non li ascolta e preferisce “farli star boni” davanti allo schermo con i giochi elettronici. Questo mondo degli adulti che li fa viaggiare, talvolta anche vorticosamente, ma non li stimola all’osservazione, al pensiero e non sempre risponde a quella curiosità che i bambini hanno innata: è per questo che appena riescono a parlare pongono domande continue, spesso senza ottenere una risposta soddisfacente, che non significa necessariamente “erudita” al punto da essere inattaccabile ma che dovrebbe essere inattaccabile in quanto contraddistinta dallo scopo principale di far capire al bambino che abbiamo considerazione e stima di lui e cerchiamo di dargli delle spiegazioni semplici o sappiamo dirgli umilmente “non lo so”, magari andando a cercare insieme la risposta.
Si tratta in fondo di sentirsi alla pari, anche se sappiamo bene che così non è: i bambini spesso, nonostante la minor esperienza che hanno rispetto a noi adulti, sono molto al di sopra di noi. Potrei fare decine di esempi, visto che lavoro in una scuola dell’infanzia. Ma ne voglio fare uno per tutti. Adro. Sapete bene di cosa sto parlando. 40 bambini che si ritrovano nel piatto un panino. Un uomo, semplicemente degno di questo bellissimo termine, ha provveduto a far sì che la sua umanità – con l’indignazione che sentiva dentro – sconfiggesse quel ragionamento che nemmeno le bestie riescono a fare. E gli altri adulti di Adro? I genitori dei bambini che invece nel piatto avevano gli spaghetti? Hanno protestato verso quell’uomo! E quei loro figli? Seduti a fianco dei loro COMPAGNI (nel termine più vero che Mario Rigoni Stern ci spiegò nel 2007: “Compagni, […] nome bello e antico che deriva dal latino cum panis che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro […]”), quei bambini “degni del pasto” arrotolavano gli spaghetti nelle loro forchette e ne mettevano un po’ nel piatto vuoto del vicino. Vedete che i bambini sono molto al di sopra di noi? Poi cosa accade? Che noi adulti diamo loro spiegazioni sbagliate o non le diamo affatto, troppo presi dal ritmo incessante della nostra vita. E li neutralizziamo davanti al video.
Ora, ogni famiglia ha il diritto di fare le proprie scelte educative sulla base di tanti fattori diversi che appartengono ad ogni storia famigliare e che vanno rispettati.
Allora la scuola deve innanzitutto insegnare il senso del RISPETTO, ma non con le parole o i libri soltanto: con la coerenza e l’esempio concreto! Questi sono gli strumenti fondamentali della scuola!!! Tutte quelle belle teorie, le 3I, le 3X, le 3Y…: strumento base è la coerenza tra il dire e il fare e il rispetto reciproco.
Abbiamo il diritto (acquisito dopo dure lotte, ricordiamocelo sempre!) di essere curati gratuitamente. E il dovere che lo fa vivere, questo diritto? Qual è? Pagare le tasse allo Stato! E quindi, ognuno di noi, prima di reclamare a gran voce i propri legittimi diritti, si faccia un esame di coscienza per vedere se prima, a monte, ha rispettato tutti i suoi doveri!