la città dei matti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 15 Febbraio 2010 10:46
febbraio 2010 Franco Basaglia rai fiction, C'era una volta la città dei matti

Recentemente è stata trasmessa "C'era una volta la città dei matti",una fiction
dedicata all'opera di Franco Basaglia, il veneziano che ha chiuso quelle orribili
case di tortura che erano i manicomi. Le due puntate possono essere viste sul
sito della rai
... guarda la 1a puntata ... guarda la 2a puntata


I personaggi che Basaglia incontrerà nelle due puntate in onda derivano dagli incontri degli autori con persone realmente esistite, da cui hanno preso l’ispirazione per creare nuove situazioni che rappresentassero al meglio uno spaccato dei “matti” che vivevano ai tempi negli istituti di igiene mentale. Come Margherita, interpretata da Vittoria Puccini, giovane ragazza la cui esuberanza non tarda a farsi sentire presso le suore del collegio a cui è affidata, che decidono di farla ricoverare.

Boris (Branko Djuric) è invece segnato dalla guerra, che lo portato ad uno stato di mutismo. Il manicomio, invece che aiutarlo, lo trascina in un vortice di elettroschock e costrizioni a letto, al quale sarà legato per quindici anni. L’ex partigiano Furlan (Maurizio Fanin) ha preso tempo prima la decisione di farsi rinchiudere, per evitare di diventare vittima dell’alcol e curare le proprie paure. Purtroppo per lui, non riuscirà in questo scopo.

Cicca-cicca (Federico Bonaconza), infine, nonostante i vent’anni ha un comportamento infantile che non viene stimolato a crescere dagli infermeri verso cui, anzi, nutre il terrore. Oltre a loro, saranno molti altri i personaggi a circondare Franco, che di fronte a loro accetterà la sfida di costruire un posto migliore.

Così, con l’aiuto della moglie Franca (Sandra Toffolatti), Basaglia inizierà a realizzare un progetto che elimina le camicie di forze, le costrizioni e gli elettroshock, e soprattutto che permette ai pazienti dell’istituto di vivere liberamente nell’edificio, passeggiando, mangiando all’aperto e svolgendo piccoli lavori. Il tutto vivendo fianco a fianco dei suoi nuovi amici, senza guardarli dall’alto del suo ufficio.

La rivoluzione di Basaglia non sarà priva, però, di ostacoli, sia dal mondo esterno dei colleghi sia da quello interno all’edificio: l’infermiera Nives (Michela Cescon, “Quando sei nato non puoi più nasconderti”) sarà una delle persone che si schiereanno contro le idee del protagonista, convinta che i pazienti altro non siano che un lavoro da svolgere senza soffermarsi su altri pensieri.

Sappiamo bene come Basaglia sia riuscito a vincere la sua scommessa, portando nel resto d’Italia e nel mondo un nuovo modo di pensare gli istituti di igiene mentale, e mostrando come chi vi vive meriti lo stesso rispetto di chi si trova fuori. L’abbattimento di questo “muro” attraverso il cavallo azzurro, l’opera realizzata dai pazienti dell’edificio e che entrerà trionfante in città, è simbolo di come il lavoro dello psichiatra abbia dato il via ad una rivoluzione che, ancora oggi, merita di essere ricordata.

fonte: www.tvblog.it


Ultimo aggiornamento Martedì 02 Marzo 2010 13:37