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Scritto da Administrator   
Mercoledì 30 Settembre 2009 08:11


   Come un Uomo sulla Terra (guardalo in streaming sulla rai)
 Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.

“Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignitĂ , attraverso il quale Dagmawi Yimer riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilitĂ  che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. Il documentario si inserisce in un progetto di Archivio delle Memorie Migranti che dal 2006 l’associazione Asinitas Onlus, centri di educazione e cura con i migranti (www.asinitas.net) sta sviluppando a Roma in collaborazione con ZaLab (www.zalab.org), gruppo di autori video specializzati in video partecipativo e documentario sociale e con AAMOD – Archivio Audioviso Movimento Operaio e Democratico. Le attivitĂ  della “scuola di italiano” Asinitas Onlus sono portate avanti con il sostegno della fondazione Lettera 27 e della Tavola Valdese. Il film è stato prodotto da Marco Carsetti e Alessandro Triulzi per Asinitas Onlus e da Andrea Segre per ZaLab. Si ringrazia per la collaborazione al progetto Mauro Morbidelli. 






Marco Paolini Vajont guarda in streaming

VAJONT è stato uno spartiacque, ho imparato da quel lavoro che c’è un ruolo da attore che non può più esser scrollato di dosso come un personaggio qualunque. Ruoli e personaggi sono due categorie distinte. Una volta gli attori erano più specializzati; a ciascuno si dava un ruolo che durava da un lavoro all’altro, da personaggio a personaggio, i testi erano scritti pensando ad un’architettura di ruoli.
Dopo VAJONT sono diventato narratore civile, continuamente mi vien chiesto di raccontare questa o quella storia italiana. Ho cercato di ribellarmi al ruolo, ho provato altre strade, altre chiavi di racconto, altri soggetti, ma dentro di me il ruolo vive.

VAJONT, 9 OTTOBRE '63 è nato come racconto privato, poi è diventato teatro, poi orazione civile; è passato dalle case alle scuole, ai teatri, alla televisione e infine alle librerie.
Non credo nel cambiamento, abbiamo perso troppo della sua forza, il credo che sia eloquente quindi non ha bisogno di questa né di altre presentazioni.






Ultimo aggiornamento Martedì 25 Ottobre 2011 18:29