La Chiesa giocava un ruolo importante, ma ancora di più dell’Azione Cattolica che era incentrata nel programma "Preghiera-Azione-Sacrificio" sul quale i giovani, venivano sollecitati fin da bambini.
Molti preti, soprattutto giovani e privi di esperienza dal punto di vista storico, riuscivano ad influenzare i giovani del tempo, questo anche grazie al pensiero filofascista del patriarca che non era ben visto dal clero.
Il risveglio della Chiesa veneziana si ebbe con il risveglio della coscienza, con la riscoperta di antichi valori veneziani e cristiani, con il coraggio di sottrarsi a una propaganda diventata troppo ossessiva. Come disse un giovane partigiano condannato a morte:" Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere!". Questa affermazione mostra come siano responsabili i cittadini perché non vollero accorgersi di nulla.
Dopo l’armistizio si erano installati ben diciassette sedi di comandi politico-militari tedeschi, nazisti e fascisti. Grazie all’intervento del Comitato di Liberazione Regionale Veneto-Esecutivo Militare, furono organizzate delle azioni, si verificarono scontri armati con spargimento di sangue. Durante la notte tra il 7 e l’8 luglio, furono uccisi cinque cittadini antifascisti, il 28 luglio vennero trucidati tredici prigionieri politici, a causa di un attacco partigiano a Ca’ Giustinian, inoltre dopo l’uccisione di una sentinella della marineria tedesca, furono fucilati sette prigionieri nella Riva dell’Impero in seguito chiamata Riva dei Sette Martiri.
Con il continuare della guerra si diffuse la stampa clandestina, le scritte murali di protesta e di accusa, manifestini nelle buche delle lettere.
La sera del 12 marzo 1945 vi fu un’operazione di guerra da parte di uomini provenienti dalle formazioni di montagna e di pianura e del Fronte della Gioventù, al Teatro Goldoni: alle 21,16 precise, mentre andava in scena una rappresentazione di Luigi Pirandello Vestire gli Ignudi, un gruppo di partigiani mascherati e con armi in pugno, entrarono in scena e uno di loro incitò:
«Veneziani, l’ultimo quarto d’ora per Hitler e i traditori fascisti sta per scoccare. Lottate con noi per la causa della Liberazione nazionale e per lo schiacciamento definitivo del nazifascismo. La Liberazione è vicina! Stringetevi intorno al Comitato di Liberazione Nazionale e alle bandiere degli eroici partigiani che combattono per la libertà d’Italia dal giogo nazifascista. Noi lottiamo per poter garantire, attraverso la democrazia progressiva e l’unità di tutti i partiti antifascisti, l’avvenire e la ricostruzione della nostra Patria. A morte il fascismo! Libertà ai popoli! Viva il Fronte della Gioventù!»
In seguito fecero distribuire dei volantini di propaganda antifascista. Questa operazione è conosciuta come la "Beffa del Teatro Goldoni" che aiutò la popolazione veneziana in un periodo di depressione a scuotere gli animi ormai assopiti dalla continua pressione nazifascista riaccendendo così la fiamma della speranza di una possibile e concreta Resistenza contro il regime totalitario.