questione slovena PDF Stampa E-mail
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Sabato 19 Giugno 2010 16:25
Indice
questione slovena
intervento del presidente Basso
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Introduzione
da: Patria indipendente marzo 2007

Le foibe, la deportazione, l’esodo degli italiani
d’Istria e della Dalmazia, la violenza contro i
diversi gruppi etnici, Trieste e la vicenda del
territorio libero con la Zona A e la Zona B, la guerra
fredda, le persecuzioni jugoslave e l’oppressione fascista
e nazista della Croazia e della Slovenia, gli orrori del
regime di Ante Pavelicˇ e le vicende dei serbi. E ancora
la situazione della Venezia Giulia, le crisi del 1950 e
del 1953, lo scontro tra l’Urss di Stalin, il Cominform
e il maresciallo Tito. E tutti i drammi al confine
orientale che hanno provocato stragi, lutti, tanto dolore,
tante incomprensioni e ignobili speculazioni propagandistiche.
Soprattutto da parte di una destra neofascista
che, sul problema delle foibe, per esempio, dimentica
sempre di ricordare che furono le decisioni di Mussolini
e di Hitler a far precipitare nella tragedia un
dramma antico.
Insomma, fu il fascismo, dopo la Prima guerra mondiale,
ad imporre un regime di terrore e di occupazione
tra le popolazioni slave. Solo dopo l’8 settembre e la
caduta del fascismo, gli italiani antifascisti si ritrovarono,
insieme agli jugoslavi, sulle montagne per guadagnare,
insieme, di nuovo, la libertĂ .
La vittoria antifascista e antinazista, purtroppo non
portò pace in quelle zone: anzi. Anche il mondo della
Resistenza si divise. Soprattutto dopo la strage di Porzûs
e le scelte di campo di molte centinaia di comunisti
italiani che credettero nell’internazionalismo proletario
e si schierarono, con autentica convinzione, a
fianco del regime di Tito, scegliendo perfino di andare
a vivere e lavorare in Jugoslavia.
Molto spesso e negli anni del secondo dopoguerra, reticenze
e speculazioni di parte, coprirono poi la veritĂ .
Così le accuse reciproche non si sono mai fermate.
Nel 1993, i ministri degli Esteri dell’Italia e della Slovenia,
come atto di buona volontĂ  delle due parti, istituirono
una Commissione storico-culturale italo-slovena
con lo scopo di fare il punto sui risultati della ricerca
storica, realizzata nei due Paesi sul tema dei reciproci
rapporti.
Dopo sette anni di lavoro e ripetuti incontri, la relazione
conclusiva della Commissione fu approvata dai
suoi 14 componenti, il 25 luglio 2000 e consegnata ai
rispettivi Ministeri degli Esteri. Inspiegabilmente, per
otto mesi, non venne resa pubblica. La sua pubblicazione
venne comunque sollecitata dal Comitato provinciale
di Gorizia dell’Associazione nazionale partigiani
e anche da un voto unanime della Camera dei
Deputati.
Soltanto il 4 aprile 2001, da parte del Ministero degli
Esteri italiano e da parte del quotidiano Il Piccolo di
Trieste, avvenne la pubblicazione del testo. Ma i grandi
giornali italiani, la televisione, la radio e gli altri
mezzi di comunicazione di massa, fecero tutti finta di
niente. Quella inchiesta italo-slovena dava evidentemente
noia a qualcuno e rimase nei cassetti. Solo l’Anpi
di Gorizia, ancora una volta, pubblicò il testo integrale
del documento che ebbe, però, scarsissima diffusione.
Insomma, gli italiani non dovevano sapere che
cosa avevano accertato gli storici italiani e sloveni. Per
questo abbiamo deciso di pubblicare integralmente su
Patria (nel supplemento a parte), quel testo storicamente
e politicamente molto importante.
* * *
L’argomento della frontiera orientale, delle foibe e dell’atteggiamento
degli italiani nell’immediato dopoguerra
verso i profughi istriani, è talmente importante
che il 10 febbraio del 2007, tra mille polemiche
ancora una volta provocate dalla destra italiana, ma
anche da gruppi minoritari del nazionalismo sloveno e
croato, è stato organizzato, ad Ancona, dal Forum
permanente tra le Associazioni antifasciste e parti -
giane e gli Istituti di storia delle cittĂ  adriatiche e
ioniche, un convegno internazionale per affrontare il
tema: “La frontiera orientale. Conflitti, relazioni,
memorie”.
Dagli atti di quel convegno noi abbiamo preso la relazione
di Carla Marcellini, dal titolo: “Tornerà l’imperatore.
Memoria, identitĂ  e scritture femminili del -
l’esodo” e quella di Claudia Cernigoi intitolata: “Le
foibe tra storia e mito”. Sono testimonianze importanti
per capire i drammi personali di tanta gente e le
polemiche sulle foibe.
Tutti gli atti del convegno sono stati pubblicati da Il
lavoro editoriale, a cura di Nazareno Re e con una
prefazione di Predrag Matvejevic´.
Pubblichiamo i due testi dopo il documento ufficiale
sui rapporti italo-sloveni.


Relazione sui rapporti italo sloveni ... Leggi






Ultimo aggiornamento Sabato 19 Giugno 2010 16:58